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19 gennaio 2012 4 19 /01 /gennaio /2012 09:25

000 robogate[Continuum da R. Steiner, "Economia. Associazioni per la creazione del valore e del prezzo. Sistema creditizio e tributario”, 2ª conf. di Zurigo del 25/10/1919 - A cura di Nereo Villa]

 

[...] Ma ancor oggi ci sono ampie cerchie a cui risulta difficile imparare in questo modo dai fatti. Lo vediamo soprattutto nelle cose che spesso vengono citate solo fra parentesi dai
pensatori socialisti. Costoro dicono: "Sì, è vero, tutta l'economia attuale è stata trasformata dalla tecnica moderna"
[il maiuscolo è mio - nota del curatore].

Se volessero proseguire questo ragionamento, dovrebbero riconoscere lo stretto legame che c'è fra la tecnica moderna e la competenza, e la specializzazione. Dovrebbero capire che la tecnica moderna incide in modo determinante su ogni campo della vita economica stessa. Ma non vogliono vederlo
[Ciò che nel 1919, al tempo di questa conferenza, valeva per i socialisti, vale oggi, 2012, non solo per i libertari ma anche per intellettuali del materialismo scientifico del calibro di Piero Angela. Costoro non vogliono assolutamente riconoscere il fatto che le macchine sostituiscono sempre più l'uomo nel lavoro e che, anziché trarne vantaggio, gli uomini ne sono penalizzati: a causa della disoccupazione e della cosiddetta "mobilità" del lavoro derivanti da tale meccanizzazione del lavoro, l'uomo di oggi è di nuovo reso schiavo! - ndc].

E così dicono come fra parentesi di non volersi occupare dell'aspetto tecnico dei processi produttivi, che si possono lasciar perdere! Vogliono occuparsi solo del modo in cui gli uomini coinvolti nei
PROCESSI DI PRODUZIONE sono inseriti a livello sociale, di come si conformi la vita sociale per gli individui coinvolti nei PROCESSI PRODUTTIVI.

 

[Nel modo di ragionare che fornirò con degli esempi non si vuole prendere atto della realtà dei fatti e si gira in tondo cercando di negarli, così che il problema odierno relativo alla meccanizzazione del lavoro (che anziché esser un vantaggio per l'uomo è diventato, appunto, un problema) è aggirato. Si gira sostanzialmente intorno al problema come una trottola ed, appellandosi al (e facendosi scudo del) suo gruppo, questa persona afferma, per esempio, che se anche il lavoro è svolto dalle macchine, la risoluzione di tutto è IL MERCATO, COI SUOI SCAMBI DI BENI, cioè coi suoi PROCESSI PRODUTTIVI - ndc]:

 

simolatrottola01.jpg

 

[... e che quindi il problema della disoccupazione generata dal fatto che il lavoro è svolto dalle macchine non esiste, dato che nasceranno sempre nuovi lavori richiesti dal mercato - ndc]:

 

simolatrottola02.jpg

[Con questo modo di ragionare si vuole risolvere il problema semplicemente girandogli intorno fino a negarlo come problema. Piero Angela, procede allo stesso modo, cioè aggira anch'egli il problema come una trottola, ma con tanto di dati "scientifici", cioè "tradizionalmente" secondo gli economisti:

"Tradizionalmente, come è noto, gli economisti tendono a raggruppare le attività umane in tre grandi categorie: il primario (l'agricoltura, la pesca e le attività collegate), il secondario (il settore industriale, un'area abbastanza vasta che comprende, oltre all'industria, l'edilizia, l'artigianato, la lavorazione delle materie prime ecc.). E poi il terziario, che è il tipico settore delle società avanzate, dove si trova tutto ciò che non è agricoltura o industria: per esempio i commerci, le banche, le assicurazioni, la pubblica amministrazione, la sanità, ma anche il turismo, lo sport, la ricerca, l'informazione, l'arte, lo spettacolo, l'editoria ecc. E naturalmente la scuola. È proprio nel terziario che si sono creati milioni di nuovi posti di lavoro. La scuola è un esempio tipico. Se si guardano i dati relativi alla scolarizzazione in Italia, nell'arco degli ultimi 150 anni si vede come il suo "volume" sia costantemente aumentato, fino ad arrivare alla situazione attuale: oggi in Italia ci sono circa 11 milioni gli "addetti" alla scuola: oltre 10 milioni di studenti e circa 1 milione di insegnanti. Tutte persone che, senza l'arrivo delle macchine, oggi continuerebbero a lavorare la terra e mungere le mucche" (Piero Angela, "A cosa serve la politica?", Milano, novembre 2011).

La rappresentazione evocata da Piero Angela è dunque quella di una società avanzata con milioni di posti di lavoro. Però nel suo esempio di "occupazione" non distingue affatto fra studenti e insegnanti ("10 milioni di studenti e circa 1 milione di insegnanti"). Quindi i "milioni di nuovi posti di lavoro" del suo esempio non esistono affatto, dato che, se per "occupato" si intende chi percepisce un compenso per il suo lavoro, i veri occupati nei cosiddetti "nuovi posti di lavoro" sono casomai un milione e non "milioni di nuovi posti di lavoro"! E qui siamo davvero alla follia essenziale della negazione della realtà di cui bisognerebbe prendere atto - ndc].

 

Ma, cari ascoltatori, è evidente, se solo lo si vuole vedere e capire, come la tecnica intervenga in modo diretto e decisivo nella vita economica. Basti fare un solo esempio,
un esempio direi classico.

La tecnica moderna ha portato, mi esprimo per sommi capi, a produrre con le sue numerose macchine dei prodotti che servono al consumo. E queste macchine dipendono solo ed esclusivamente dal fatto che per l'attività economica sono stati estratti da 400 a 500 milioni di tonnellate di carbone nel periodo antecedente allo scoppio della guerra. Se ora si calcolano le energie economiche, le forze economiche impiegate dalla macchina, che viene costruita e gestita dal pensiero umano, emerge un risultato interessante:

Calcolando delle giornate lavorative di otto ore, emerge il curioso risultato che, mediante le macchine, cioè grazie ai pensieri umani incorporati nelle macchine, grazie all'inventiva delle menti, viene prodotta tanta forza lavorativa quanta ne verrebbe generata da 700 o 800 milioni di persone.

Se quindi pensate, cari ascoltatori, che la Terra ha oggi circa 1.500 milioni di abitanti che impiegano la loro forza lavoro, allora grazie all'inventiva degli uomini della recente evoluzione culturale, grazie allo sviluppo tecnico, ne ha ottenuti 700 o 800 milioni in più. Quindi ci sono 2.000 milioni di persone che lavorano. Questi 700 o 800 milioni di "persone" in più non lavorano in effetti, sono le macchine a lavorare per loro. Ma che cosa lavora dentro le macchine? La mente umana!

È straordinariamente importante comprendere davvero questi fatti che potrei facilmente moltiplicare, perché da essi si riconoscerà che la tecnica non può essere lasciata tra parentesi, ma che è attivamente coinvolta nel processo economico, è diventata un tutt'uno con esso. Senza il fondamento della tecnica moderna, senza competenza e specializzazione dell'individuo, l'economia moderna è impensabile. Se si ignorano queste cose si fanno i conti non con la realtà, ma con idee preconcette, che scaturiscono dalle passioni umane.

L'idea della triarticolazione dell'organismo sociale prende sul serio la questione sociale, e proprio per questo non può andar d'accordo con quelli che parlano per slogan e programmi di partito. Sente invece il dovere di parlare in base ai fatti.

Per questo, ponendosi sul piano della realtà, deve riconoscere che, soprattutto nella nostra vita complessa di oggi, l'economia dipende in tutto e per tutto dall'iniziativa del singolo. Mettere la comunità astratta
[o il mercato astratto - ndc] al posto dell'iniziativa del singolo significa annientare la vita economica, ucciderla.

L'Europa dell'est
[così come l'attuale UE, che ne è la reincarnazione - ndc] ne potrà dar prova se resterà ancora a lungo sotto l'attuale regime. Togliere al singolo l'iniziativa che deve partire dal suo spirito per fluire nel movimento dei mezzi di produzione in vista del bene della comunità umana, equivale ad annientare, ad uccidere la vita economica stessa. [L'economia è uccisa oggi soprattutto da coloro che si rifiutano di vedere che le INIZIATIVE DEL SINGOLO hanno generato la meccanizzazione del lavoro, e che essa è un BENE SOCIALE, cioè di proprietà di TUTTI - ndc].

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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