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Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/

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Saluti dal futuro

Ogni mio video proviente dal futuro perché il presente, terrorismo di Stato, è destinato a divenire passato.

Gli odierni pianificatori della moneta unica affermano che l'euro appartiene a chi ne accetta l'indebitamento. Ciò è come affermare che la mia biro è mia perché accetto di indebitarmi del suo valore. Quindi, secondo questa strana logica, la mia biro sarebbe mia perché accetto che non sia mia.

Non è uno scherzo di qualche bontempone. È la realtà dei fatti. 

Ovviamente se io cittadino accetto sono indebitato. Ma qui vi è un "se" dubitativo o condizionale di troppo, dato che io cittadino NON posso NON accettare, e l'Art. 128 del "Trattato sul funzionamento dell'UE" (ex articolo 106 del TCE, comma 1b) è molto chiaro in proposito: "Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione"!

In base a questo monopolio di emissione è per legge vietato all'europeo l'uso di qualsiasi altro strumento monetario!

Sfugge al cittadino una cosa talmente ignobile che egli non può sospettare: chi emette addebitando SI APPROPRIA del valore addebitato, perché addebitare o prestare è prerogatova del proprietario.

Questa è dunque la dinamica di una truffa nella misura in cui è vietato il free banking in nome di detto monopolio di emissione di valuta. Quando chi accetta un indebitamento è costretto ad accettarlo significa che un elemento forzoso lo costringe ad accettarlo, e ciò non può che delinearsi come una truffa.

La truffa dura da secoli perché si è sempre fatto così, e non si è mai considerato che entrando nella democrazia l'individuo non dovrebbe più sottostare alla signoria di faraoni o imperatori o divinità dell'Olimpo.

Il tempo dei tiranni, cioè dei signori che si appropriano ingiustamente di un dominio, o che lo esercitano con violenza (cfr. alla voce "tiranno" Ottorino Pianigiani, "Vocabolario etimologico della lingua italiana", Ed. Melita, La Spezia 1991, p. 1484) è finito, o almeno, dovrebbe essere finito!

Il monopolio dell'emissione monetaria è sopraffazione, catafratta di legalità priva di legittimità, che svuota le tasche dell'europeo secondo modalità di associazione a delinquere.

Nessuna riforma sociale potrà attuarsi se lo Stato di diritto anziché occuparsi di diritto vorrà continuare ad occuparsi tirannicamente, cioè da Stato plenipotenziario qual è, anche di economia e di cultura, distruggendole di conseguenza.

Il socialismo essendo essenzialmente lotta CONTRO ogni forma di tirannia (cfr. Rudolf Steiner, "Lo studio dei sintomi storici", Milano 1961, pag. 220).

Oggi è il tempo in cui di necessità l'individuo dovrà comprendere che "socialismo, libertà di pensiero, e scienza dello spirito sono tre cose che non possono essere separate una dall'altra" (Rudolf Steiner, "Esigenze sociali dei tempi nuovi", 4ª conf., Dornach, 06/12/1918, Ed. Antroposofica, Milano 1971). Devono stare insieme perché solo così ci si può difendere dalla tirannia, qualunque essa sia.

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