Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
Da millenni è sempre più evidente - ma nessuno lo vuol vedere - che ogni programma politico continua a strutturarsi comicamente nel medesimo rapporto in cui il popolo “sovrano” è padrone di assumere la funzione di avere fame, ed il governo quella di mangiare in rappresentanza del popolo.
Perché nessuno oggi lo vuol vedere?
Credo abbia ragione Auriti su questo punto:
"Quando Karewa, (fondatore della scuola del nichilismo giuridico) definiva il diritto come "inutile
sovrastruttura concepita dalla borghesia per esigenze meramente conservatrici", programmava la trasformazione del godimento giuridico in godimento fisiologico dei beni con la conseguenza di
convertire la società in una forma di "allevamento di bestiame" in cui la programmazione dei consumi è concepita come quella dell'allevamento di polli in batteria. Quando l'uomo mangia il
"suo" pane gode di due beni: il pane, che soddisfa il bisogno fisiologico di mangiare e la proprietà del pane che soddisfa il bisogno spirituale della certezza del diritto" (Giacinto Auriti,
"Lettera aperta ai vescovi").
Oggi il bisogno spirituale non è interessante per gli economisti e così si continua a cadere dalla padella nella brace).