Se Dio davvero volesse che il motivo dell’agire umano fosse fare o volere ciò che Egli vuole (fare la volontà di Dio), ne conseguirebbe che Dio non vuole
libero e autonomo l’uomo (perché non può o non vuole identificarsi adeguatamente con ciò che l’uomo vuole). In ogni caso ne conseguirebbe che la norma dell’agire dell'uomo sarebbe situata fuori dell’uomo; ed altresì che perfino Dio stesso si troverebbe fuori dell'uomo.
D’altronde, se la volontà di Dio riguardo all’uomo è che questi faccia del dovere il proprio volere, allora l’uomo, paradossalmente, ubbidisce solo quando non agisce
più per mera ubbidienza, ma seguendo la PROPRIA volontà.
È pertanto evidente che se l’uomo si ostina a voler agire per mera ubbidienza ai comandamenti di Dio, senza fare di essi il suo volere, proprio allora
disubbidisce al basilare comandamento di Dio, che è quello di amare, cioè di agire NON per ubbidienza, ma per amore. E SOLO QUESTO È VERO SPIRITO NEOTESTAMENTARIO IN QUANTO SPIRITO EPICHEICO!
D'altronde, non è forse l’omissione dalla predicazione cattolica dell’epicheia a far riproporre al “nuovo” catechismo la “legge
del taglione” (vedi gli art. 2266 e 2321 del nuovo catechismo della chiesa cattolica)?
Da quanto precede, è chiaro che il vero "Fare-la-volontà-di-Dio" non può che essere il realizzare in noi la politica di Gesù di Nazaret, detto il Cristo:
l'EPICHEIA!