Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
Napolitano si
felicitò del fatto che, guidata da un esperto delle funzioni bancarie, l'Italia avrebbe recuperato il proprio onore. Una convinzione da brividi questa! L'onore d'Italia? Napolitano, che
cazzo dici? Quale uomo può avere nelle sue mani l'onore dell'Italia? L'onore di Galileo, di Leonardo, di Michelangelo, Dante, Leopardi, Verdi, ecc.? Ma va a cagare va!
Mario Monti, con o senza l'aiuto tuo, non potrebbe avere in mano l'onore di nessuno, salvo il proprio ovviamente, ma ho i miei dubbi anche su questo: come membro
della commissione europea presieduta da Jacques Santer, fu costretto dal parlamento a dimettersi insieme a tutta la commissione (di cui faceva parte anche quell'oca della Bonino) per cause
vomitevoli: compaiono infatti nella perizia sui bilanci della commissione, effettuata dal comitato di esperti indipendenti nominato dal parlamento, insieme ad un macroscopico "buco di bilancio",
operazioni di corruzione quali "frode, cattiva gestione, nepotismo, favoritismi, contratti falsi" ("European Parliament: Committee of Indipendet Experts First report on
Allegations regarding Fraud, Mismanagement and Nepotism in the European Commission", 15/03/1999).
Questo criminale è stato poi consulente della banca Goldman Sachs, protagonista nella diffusione dei titoli "derivati" che hanno provocato il crack mondiale del
2008 e, con totale nonchalance dei conflitti d'interesse, è stato anche consulente della Moody's!
E dopo le operazioni di distruzione dei titoli sovrani degli Stati, appositamente messe in atto da quei potenti dietro le quinte che perseguono l'unificazione
mondiale, questo figlio di puttana è stato messo da Napolitano a capo del governo italiano, posto a cui aspirava da tempo.
Altro che onore! Napolitano, vergognati, pirla di un pirla che non sei altro!
Segue il bell'articolo di Leonardo Facco
Monti: "Nel lungo periodo saremo tutti morti"
Tra le più belle canzoni dei “Beatles” ce n’è una che sembra scritta oggi come metafora di Mario Monti. È “Taxman”, partorita da George Harrison nel 1966 per dare addosso agli esattori fiscali. In pratica, un sarcastico - ma non troppo - attacco agli “equitalioti di sua maestà”. Il suo collega Ringo Starr, metronomico batterista dello stesso gruppo, per restare in tema ha sentenziato epigraficamente quanto segue: “Tutto quello che il governo tocca si trasforma in merda”. Anche in questo caso, la preveggenza del drummer pare abbia sintetizzato i risultati dei sette mesi di guida del paese da parte del professor “de Bocconi”, così intento a mazzuolare i produttori di ricchezza da aver conseguito i seguenti risultati: aumento del debito pubblico parassitario già esorbitante ed entrate tributarie dei primi 4 mesi del 2012 che sono inferiori di 3.477 milioni di euro rispetto alle previsioni annuali contenute nel Documento finanziario di previsione (Def).
Nonostante qualcuno gli abbia suggerito di leggersi Maffeo Pantaleoni (che dava dell’imbecille a chi impone tributi “ad minchiam”), nonostante
qualcun altro gli abbia ricordato di riguardarsi la curva di Laffer (che spiegava che oltre una certa soglia la gente non è disposta a pagare tasse), benché altri ancora gli abbian
suggerito - leggasi Oscar Giannino - di privatizzare, liberalizzare e tagliare per davvero, lui - il robotico euro-boiardo di Stato - se ne è fottuto dei consigli, col
risultato che oggi stiamo ancor peggio di quando Berlusconi lasciò il governo per dedicarsi a tempo pieno ai “bunga-bunga”. Mr Monti, in pratica, è l’incarnazione del pensiero
tuckeriano, ovvero “la vita, la libertà e la proprietà di ciascuno di noi è in pericolo quando si riunisce il parlamento”.
Anziché ammettere le proprie colpe ed un’incapacità endemica financo “nel gestire la bottega di un ciabattino”, Monti si unisce al coro di quelli che puntano il
dito contro l’austera Germania (compresi i ridicoli ed immorali opinionisti italiani), che sa far di conto, che evita di spendere più di quanto incassa e che fa del buon senso e del rigore
economico il “lume regolatore” della propria azione governativa. Riportano le agenzie: “Hollande e Monti intimidiscono la Germania. Così scrive Financial Times Deutschland sostenendo che Italia e
Francia fanno guerra al risparmio, e che le loro idee cementano vecchi problemi. Hollande e Monti, scrive il Ftd, cercano di estorcere concessioni ad Angela Merkel attraverso la tattica
dell’isolamento. Ma tormentare il componente più ricco della famiglia mentre si ha bisogno di favori finanziari, non è intelligente”.
Volendo far uso di un paradosso non così distante dalla realtà, la storia dei 26 paesi dell’Unione che tirano per la giacchetta “frau Merkel”, potrebbe
essere raccontata così: un gruppo di tossicodipendenti (26) nullafacenti, anziché ascoltare i consigli dell’unico amico sano di mente e di corpo (la Germania) vuole imporgli di farsi qualche dose
di eroina (debito) per sentirsi al pari degli altri.
I poveri teutonici, sono un po’ come gli individui senza libertà di cui parlava Mikhail Bakunin: “Desiderando essere libero, non posso esserlo, perché tutti gli
uomini che ho vicino non vogliono essere liberi, e non desiderandolo, si convertono in strumenti della mia oppressione. La vera libertà umana di ciascun individuo implica l’emancipazione di
tutti; perché… io non posso essere, sentirmi e sapermi completamente libero, se non sono circondato da uomini tanto liberi come me, e perché di conseguenza la schiavitù di ciascuno è la mia
schiavitù”.
Monti e la sua compagnia di giro di spendaccioni e parassiti - compresi i partiti che lo sorreggono quotidianamente - ci vogliono ridurre sul lastrico,
depauperare, defraudare di ogni nostro risparmio. Essendo tutti costoro una banda di keynesiani amanti dello scavar buche e stampar denaro han preso alla lettera la battuta dell’economista
inglese che sosteneva che in fondo “che ce ne frega a noi, nel lungo periodo saremo tutti morti”. Probabilmente, il lungo periodo a cui faceva riferimento sir Keynes è arrivato e per causa sua e
dei suoi “epigoni” moriremo per via dei debiti che han fatto loro e che vorrebbero far pagare a noi.
A voi va bene? A me no!