Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
Nelle seguenti parole di Archiati nel suo libro "Economia e Vita" si evince una predicazione di una sua mistica del dono che non c'entra niente col denaro di donazione inteso da Steiner, quindi secondo me Archiati fa più confusione che altro.
Anche nelle conferenze che tiene continua a sostenere che non bisogna arricchirsi e che i ricchi non sono felici. Palle!
Anche se io non ho mai desiderato arricchirmi ed anche se ho sempre lavorato divertendomi nel senso di amare ciò faccio, credo che l'essere umano debba essere libero anche di arricchirsi come vuole.
Tutta questa sua teoria che il ricco non è felice non è altro che il solito predicozzo da preti. E poi è una generalizzazione astratta che non ha alcun riscontro nella realtà. Ci sono, è vero, dei ricchi infelici, ma non tutti i ricchi sono infelici. Allo stesso modo ci sono dei poveri felici e dei poveri infelici.
Nel modo di procedere di Archiati si va verso la predicazione delle meraviglie della povertà di tipo francescano. Ma la scienza dello spirito poggia su logica di realtà, non su logiche pietistico-mariane del "volemose bene".
Ecco alcuni pensieri di Archiati amplificati poi nei suoi predicozzi (per me è roba da matti):
"Vorrei fare alcune osservazioni su ciò che chiamerei «l’ossessione assicurativa » dell’uomo d’oggi, cioè sulla mentalità di assicurazione e del cosiddetto «risparmio» (Pietro Archiati, "Economia e vita. Solidali sulla via della libertà", Ed. Archiati, pag. 56). "[...] per superare l’egoismo insito nell’accumulare denaro. E che cosa si può fare perché a un numero sempre maggiore di esseri umani passi la voglia dell’accumulo di denaro grazie al sorgere di una voglia migliore? Si tratta di provocare un’inversione di marcia nell’attuale dinamismo economico, un’inversione di portata tale da ingenerare in noi tutti una vera repulsa nei confronti dell’ammassare denaro" (ibid., pag. 219). "Sarà necessario adottare questo sistema di pura «amicizia economica» per aiutare ciascuno di noi a vincere il meccanismo della paura e del conseguente accumulo di denaro, e invogliare tutti a far circolare il più possibile e a livello capillare il denaro, anziché a trattenerlo" (ibid., pag. 221).
Ed ecco invece il contrario scritto da Steiner in "I punti essenziali...":