Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale.
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Premetto che quello che scrivo è un'ovvietà, masiamo oramai arrivati al punto che oggi bisogna scrivere le ovvietà.
Stamattina ho sentito dire da un mio conoscente che non si può non andare a votare, perché così facendo si farebbe il gioco dei vecchi partiti.
Ho risposto che se siamo ancora qui che discutiamo se sia giusto o no andare a votare significa che non abbiamo ancora compreso bene come stiano le cose.
Di fronte al fatto universalmente accertato che TUTTI i politici distruggono la polis anziché curarla, la dobbiamo smettere di curarci ancora di votarli
democraticamente in nome di un migliore futuro democratico, o per paura che non andando a votare faremmo il gioco dei vecchi partiti. È una
menzogna, una superstizione legalista, una vera e propria bufala.
L'idea che non andando più a votare si faccia il gioco dei vecchi partiti è fasulla e poggia sull'incapacità di ragionare, e cioè di distinguere essenzialmente
fra legalità e legittimità.
Poniamo pure che ci sia una legge che dice che comanda chi ha più voti e poniamo che nel mondo vi siano solo dieci persone. Se otto di costoro non votano, secondo la
legalità dovrebbe comandare chi ha ricevuto i due voti, ammesso e non concesso che costui abbia ricevuto entrambi i voti.
Però se coloro che si sono rifiutati di votare non volendo riconoscere col loro voto la legittimità di un sistema che secondo loro è iniquo, perché mai dovrebbero
rispettarne la legalità?
La differenza fra legalità e legittimità si fonda sulla distinzione fra diritto positivo (leggi emanate dallo Stato, cioè da un dato ordinamento giuridico) e diritto
naturale (principi e valori universali antecedenti l'ordinamento giuridico, cioè antecedenti la nascita stessa dello Stato).
Nelle democrazie liberali, il principio di legalità e il principio di legittimità coincidono, nel senso che le leggi ubbidiscono a principi e a valori universali di
rispetto dei diritti e della dignità dell'uomo, propri del diritto naturale.
Invece nei regimi totalitari conta solo il principio di legalità, che prevale così su quello di legittimità.
Per intenderci: perseguire i dissidenti nella Germania nazista o nell'Urss comunista, era del tutto legale anche se non era affatto legittimo (per es., un
dittatore va in galera solo se accoltella la moglie, e non è tenuto a dimettersi se tiene un comportamento democraticamente illegittimo).
Cosa si può fare allora restando umani, o cristiani?
Al positivismo giuridico, il cristiano, cioè il rivoluzionario non violento, o l’umano dell’epicheia, può e deve opporre solo il GIUSNATURALISMO.
Solo così potrebbe configurarsi “la contrapposizione etico-politica fra principio di legalità - la effettualità della legge in
quanto promanazione di un ordinamento giuridico costituito - e principio di legittimità (il governo della legge giusta, in quanto espressione di principi universalmente condivisi; la tutela
dell'individuo quale soggetto di diritti fondamentali che gli derivano non dalla sua appartenenza a una determinata società politica, ma dalla sua natura umana)” (P. Ostellino, "Lo
Stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l'Italia", Milano, 2009).
Come si fa ad agire allora da cristiani rivoluzionari senza spargere violenza o sangue?
Basta non andare votare. Questo è il mio parere, che è un'ovvietà, ma che è difficile da cogliere da chi è abituato a ragionare con pensieri... fascisti pur senza
neanche rendersene conto.
Chi non vota lo fa in quanto sa distinguere fra legalità e legittimità.
Proprio perché ha di fronte uno Stato fatto di mera legalità ricolma di illegittimità egli NON VOTA, decretando così che il sistema in cui vive è illegittimo, e da
cambiare, in quanto ha perso perfino il suo valore di convenzione, dato che oggi esso conviene non a tutti ma a pochi, e questo è iniquo in quanto non risponde all'universalità del bene
sociale.
Un altro problema che secondo me segue a ruota la scelta di non votare è quello di ripensare lo ruolo della politica. E' ancora uno strumento valido?<br />
Ho trovato nel mio archivio elettronico questo breve estratto del testo di Massimo Scaligero "Lotta di classe e Karma".<br />
(...) «Su tutta la Terra, la politica mostra, attraverso il linguaggio degli eventi, di aver<br />
esaurito il suo còmpito, ma perciò di tendere ad arrogarsi i còmpiti di un’era che non le appartiene.<br />
All’osservatore autonomo, la politica risulta sostanzialmente una forma vuota usata da forze del passato, da correnti volte a sopravvivere illegittimamente, sostituendosi all’elemento di coscienza<br />
e di responsabilità appena affiorante nell’uomo.<br />
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Con inusitata categoricità oggi la politica viene affermata come un presupposto assoluto, mentre quello che, sia pure attraverso serie difficoltà, affiora di pregnante nell’uomo è l’elemento<br />
interiore dell’autonomia,capace di edificazione sociale, fuori del canone politico.<br />
<br />
Proprio per questo, essendo la presente l’epoca dell’anima cosciente, la politica sopravvive come un passato: come un mondo che ha esaurito il suo còmpito, ed è morto.<br />
V’è una nuova direzione dell’uomo a cui la politica non può sostituirsi: la scelta della<br />
sua libertà e della sua responsabilità.<br />
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La politica agisce ormai come una trascendenza, si erige sull’uomo come un potere tendente a operare in luogo della sua coscienza etica, a fare sue le esigenze della libertà, perché non passino<br />
attraverso lui. Perciò la Democrazia, la cui vocazione è giusta, ha la vita difficile». (....)<br />
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Buona serata<br />
Massimo
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Forse non ci crederai, ma proprio stanotte ho lavorato su un testo di Scaligero riguardante le tre forme di droga (materiale, mistica e dialettica, spiegate in "Il Logos e nuovi misteri") in<br />
quanto sto redigendo l'interpretazione di parte dell'oroscopo del super drogato di turno Mario Monti, che al posto dell'io mette come sua droga le banche centrali... Basterebbe cercare nel web<br />
l'opposizione fra Sole e Nettuno che contraddistingue il suo oroscopo e si avrebbe l'idea vera di chi è 'sto pezzo di guano... Sto infatti sintetizzando questo lungo video del mio ex editore Ciro<br />
Discepolo: http://www.youtube.com/watch?v=dMCAVkUk1cA&feature=relmfu <br />
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M
Massimo Francese
04/14/2012 11:15
Prima delle elezioni mi viene chiesto quasi sempre, durante conversazioni nelle quali invito a non votare : "...e poi, se nessuno va a votare, cosa facciamo?"<br />
Ho sempre risposto:" il giorno dopo ti alzi, fai colazione come sempre e vai a fare quello che facevi il giorno prima, magari un pò meglio." Invitavo anche a sviluppare le proprie capacità e<br />
cultura ( oggi il contadino deve sapere che le sementi sono sterili, come le rendono tali e chi ha interesse a rendere il suo lavoro un danno oltre che una benedizione e pensare a come cambiare<br />
rotta).<br />
Il problema di fondo, ma ben visibile, sembra essere che buona parte dei milioni di non votanti non mette a fuoco le ragioni del perchè non si debba votare e quindi non avallare un sistema<br />
disumano, ma lo faccia per un senso di schifo che non va oltre al qualunquismo che genera.<br />
Quando si vuole togliere di mezzo un sistema bisogna sapere come e cosa ricostruire, altrimenti si scade nel nichilismo (il qualunquismo è uno scivolo). Bisogna imparare a dire signornò sapendo<br />
perchè e quindi anche imparare a dire signorsì quando all' autorità riconosco legittimità.<br />
Il tuo distinguo tra legalità e legittimità, che dovrebbero coincidere, se ho ben capito, aggiunge un' altra freccia alla mia faretra di non votante di lunga data.<br />
Massimo