Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
[Continuum da R. Steiner, "Economia. Associazioni per la creazione del valore e
del prezzo. Sistema creditizio e tributario”, 2ª conf. di Zurigo del 25/10/1919 - A cura di Nereo Villa]
[...] Decisivo è il pensiero, la capacità di giudizio dell’individuo. La massa operaia cessa di essere una “massa” quando il singolo supera ogni tipo di fede nell’autorità
Vedete, cari ascoltatori: come ho già detto ieri, occorre cambiare mentalità. Finora in queste due conferenze ho potuto solo accennare ad alcune cose per sommi capi ma, nelle prossime quattro, molte cose troveranno una ulteriore spiegazione.
Chi oggi dice cose simili, sa bene di suscitare scalpore a sinistra e a destra, sa che all'inizio non ci sarà quasi nessuno a dargli ragione, poiché tutte queste questioni sono state inghiottite dalle opinioni di partito.
Ma non si può sperare in una qualche salvezza se prima queste questioni non riemergeranno dall'ambito in cui infuriano le passioni partitiche per far ritorno al campo del pensiero oggettivo, desunto dalla vita reale. E si vorrebbe che, nel loro accostarsi alla triarticolazione dell'organismo sociale, gli uomini non giudichino in base a schemi di partito, a principi di parte, ma che per emettere i loro giudizi si lascino ispirare dall'intuito per la realtà.
Per questo motivo si continua a fare l'esperienza che proprio coloro che oggi dipendono più o meno dal puro consumo capiscono in fondo istintivamente e con una certa facilità quello che vuole un'idea realistica come quella della triarticolazione dell'organismo sociale. Ma poi arrivano i capi, soprattutto quelli delle masse socialiste. E oggi non si deve nascondere che questi capi delle masse socialiste non sono affatto propensi a tener conto della realtà. Oggi c'è purtroppo da notare una cosa che, soprattutto in ambito economico, fa parte degli elementi impellenti della questione sociale: lavorando per la triarticolazione, abbiamo fatto l'esperienza di parlare alle "masse" e che queste, grazie al loro innato intuito per la realtà, hanno capito bene quanto è stato detto. Poi sono venuti i capi e hanno decretato: "Questa è un'utopia". In verità era solo qualcosa che non quadrava con quello che da decenni rimestano nella loro testa, così dicono ai loro fedeli seguaci che si tratta di un'utopia, che non è realtà.
E purtroppo di questi tempi si è formata in questo campo una fede cieca, un andar dietro da pecoroni, un terribile senso di autorità, per cui bisogna dire: quello che un tempo è invalso come ossequio verso l'autorità dei vescovi e degli arcivescovi della Chiesa cattolica non è niente in confronto al senso d'autorità della moderna massa operaia nei confronti dei suoi capi. Perciò a questi corifei risulta così facile far passare quello che vogliono.
Quello che ci vuole è soprattutto di mostrare ciò che c'è di onesto in questo campo, non ciò che dice il cliché partitico. Se in queste conferenze dovessi riuscire a dimostrare
che l'obiettivo della triarticolazione è davvero inteso per il bene complessivo dell'umanità, senza differenza di classe, stato sociale e così via, allora avrei ottenuto quello a cui, con conferenze di questo genere, si può solo aspirare.