Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
[da R. Steiner, "Economia. Associazioni per la creazione del valore e del prezzo. Sistema creditizio e tributario”, 2ª conf. di Zurigo del 25/10/1919 - A cura di Nereo Villa]
[...] In questa amministrazione democratica un parlamento va benissimo, ma in un tale parlamento democratico non si potrà mai deliberare su ciò
che deve avvenire nel campo della cultura, nel campo della pubblica istruzione e del sistema scolastico. Qui accenno solo brevemente a titolo introduttivo a quello che sarà l'argomento della
quarta conferenza.
La triarticolazione dell'organismo sociale aspira ad una vita culturale autonoma, soprattutto per quanto riguarda le questioni pubbliche, l'istruzione e il sistema scolastico. Ciò significa che
in futuro non dovrà essere qualche decreto statale a stabilire che cosa e in che modo insegnare, ma coloro che si occupano a livello pratico di insegnamento e di educazione dovranno essere anche
gli amministratori della pubblica istruzione.
Questo vuol dire che, dal gradino più basso della scuola elementare al più alto livello di insegnamento, l'insegnante dev'essere indipendente da qualunque altro potere - statale o economico - per
quanto riguarda il cosa e il come insegnare. Questo deve scaturire da ciò che viene ritenuto opportuno per la vita culturale all'interno della corporazione culturale autonoma stessa. E quindi, il
tempo che il singolo dedica all'insegnamento deve essere tale da lasciargli anche il tempo di prender parte attivamente all'amministrazione dell'intero processo dell'istruzione e del sistema
scolastico, nonché della vita culturale in genere.
Nella quarta conferenza cercherò di mostrare come, in base a questa autonomia della vita culturale, l'attività spirituale dell'uomo riceva un tutt'altro fondamento, come in tal modo possa
avverarsi ciò che per via dei pregiudizi odierni si ritiene non possa verificarsi. Grazie a questa autonomia, la vita culturale acquisirà le forze necessarie per intervenire in maniera efficace e
salutare nella vita statale e soprattutto in quella economica.
E a livello interiore, una vita culturale autonoma non fornirà della grigia teoria o delle opinioni scientifiche avulse dalla realtà, ma saprà anche intervenire direttamente nella vita umana, di
modo che l'uomo, a partire da una vita culturale così indipendente, non sarà pervaso dalle solite idee astratte, ma avrà conoscenze che gli permetteranno di essere autonomo anche in fatto di
economia. Proprio in virtù della sua autonomia, la vita culturale diventerà del tutto pratica.
E lo diventerà al punto che si potrà dire: nella vita culturale devono stare in primo piano la competenza e la sua applicazione, non ciò che
proviene dal giudizio di un individuo maggiorenne in quanto tale [il maiuscolo è mio - nota del
curatore]. L'amministrazione della vita culturale va dunque affrancata dal parlamentarismo, e chi crede che anche lì debba
comandare un parlamento democratico fraintende del tutto l'impulso alla triarticolazione dell'organismo sociale.