Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/

È incredibile come oggi i cattivi maestri occupino oramai tutti gli ambiti, e perfino quelli della scienza dello spirito a carattere antroposofico!
Quanto segue esprime l’abiezione in cui cade chi vorrebbe cambiare il mondo attraverso l’uso dell’opera di Rudolf Steiner, ma seguendo la logica del film “Il Gattopardo” (“tutto cambi affinché tutto resti come prima”) del permanere nello status quo.
Mi attengo ai fatti. Una lettrice, con parole che mostrano una certa competenza antroposofica, scrive alla sezione “Posta dei lettori” di un mensile on line quanto segue:
“A mio parere va fatta una considerazione circa l’opera di Giacinto Auriti: se a lui va riconosciuto il merito di aver scoperto e denunciato la truffa del signoraggio, non può essergli riconosciuto come valido il rimedio statalista che propone, contrario alla Tripartizione, che auspica la non ingerenza dello Stato nell’economia. Molti antroposofi o sedicenti tali affermano il contrario, forse in base a una frase di Steiner astrattizzata e mal compresa, in cui egli fa riferimento allo Stato: «...Il denaro si logorerà come si logorano le merci; ma questa misura, che dovrà essere presa dallo Stato, sarà giusta» (R. Steiner, I punti essenziali della questione sociale, Editrice Antroposofica, Milano 1980). Tale riferimento allo Stato riguarda però la misura del “come si logorano le merci”, che sarebbe ingiusta se non dovesse essere uguale per tutti coloro che nella sfera economica emettono moneta. Questo concetto di uguaglianza vale dunque per uno Stato finalmente di diritto. Ciò però non significa affatto che lo Stato di diritto debba emettere denaro. Solo leggendo la misura del logoramento del denaro come emissione, tale obiezione avrebbe senso. Ma col leggere in tal modo, vale a dire col confondere la misura di un oggetto con l’oggetto, non si fa altro che quanto si è fatto finora: sostituire lo Stato di diritto col diritto di Stato! Lo Stato quindi, per Steiner, decide in che misura il denaro deperisce, ma non lo emette, e lascia agli operatori economici la possibilità della emissione, eliminando ogni monopolio e promuovendo il free banking”.
Ed ecco la risposta:
“Se ci trovassimo già in uno Stato tripartito, come auspica Rudolf Steiner, vale a dire con l’autonomia delle tre sfere - culturale, giuridica ed economica - affidare la gestione della moneta alla sfera economica sarebbe la cosa giusta. Ma nel momento attuale, con uno Stato ancora unitario che ha perso il dominio sul denaro, è auspicabile che l’emissione della moneta torni allo Stato, in modo da evitare il signoraggio delle banche, che è una delle maggiori cause dell’impoverimento delle nazioni. Giacinto Auriti infatti ha trattato l’argomento proprio tenendo conto della situazione attuale, in cui predomina l’inganno del signoraggio”.
Si noti la deficienza di logica presente in questa risposta dato che “se ci trovassimo già in uno Stato tripartito” non avrebbe alcun senso parlare di tripartizione!
Però così non è, e proprio per questo motivo occorre parlarne.
Certamente gran parte della conoscenza tecnico-giuridica di Giacinto Auriti sarà anche utile a comprendere e poi ad attuare una transizione dall’attuale sistema usuraio ad un sistema equo. Ma tale transizione se avviene ancora attraverso compromessi con l’attuale Stato plenipotenziario lascia le cose al punto di prima perché "TUTTO CIÒ CHE TENDE A COMPROMESSI CONDUCE SOLO A VIE SBAGLIATE" (Rudolf Steiner, "Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici"; questo libro di conferenze non si trova neanche più nelle libreria dato che gli "antropomarci" fannop esattamente il contrario di quanto in queste conferenze è detto)!
Certamente, non si può non essere d’accordo con Auriti sulla truffa del signoraggio bancario, legalizzato forzosamente a suo tempo dallo Stato.
Auriti però commise l’ingenuità denunciata a suo tempo da Giordano Bruno: quella di chiedere a chi ha il potere di riformare il potere (“Quando ho detto che i procedimenti usati dalla Chiesa non erano quelli degli Apostoli, poiché oggi si usa la forza e non l’amore… quando ho detto questo, non avevo torto. Ho sbagliato quando ho creduto di chiedere proprio a Voi di condannare un sistema di arbitrio, di sopraffazione, di violenza… che mortificazione… chiedere a chi ha il potere di riformare il potere! Che ingenuità!” - Giordano Bruno, 1600) con l’ovvio risultato di essere poi condannato!
Chi afferma che occorre rimettere allo Stato l’emissione monetaria, mostra di credere che il signoraggio bancario sia “una delle maggiori cause dell’impoverimento delle nazioni”, ma dimenticando che il signoraggio fu legalizzato dallo Stato stesso.
Stato e Banca sono come il Gatto e la Volpe nella favola di Pinocchio. In sostanza, lo Stato, cioè il Gatto, è il mandante, mentre la Banca è il killer, cioè la Volpe. Mettere l’emissione della moneta nelle mani del Gatto mandante in nome del medicamento dell’organismo sociale malato è attribuire la causa della malattia alla Volpe killer voluta dal Gatto, credendolo meno responsabile della Volpe! Ma come si fa ad avere fede in questa estrema sciocchezza pur restando in buona fede?
Se io devo oltrepassare un ponte che il Gatto fa distruggere da una Volpe con tanto di mandato legale del Gatto, perché mai dovrei legittimare l’agire del Gatto legalizzante l’agire distruttivo della Volpe? Perché sono Pinocchio? Poniamo pure che io sia Pinocchio. Scrivo allora le mie considerazioni in merito a tutta questa manfrina di Stato ad un mensile on line, sedicente “archetipo” della scienza dello spirito a carattere antroposofico. Poniamo dunque che come risposta, l’“archetipo” affermi che se io, anziché oltrepassare il ponte, fossi già dall’altra parte, non avrei bisogno del ponte! Cosa potrei ribattere? Che di conseguenza sarebbe quindi giusto anche dire ad un affamato che se avesse mangiato non avrebbe fame?
Se così ragionassi, il mio naso continuerebbe ad allungarsi e non diventerei mai un uomo di carne… Resterei sempre un burattino di legno!
