Cosa vale l'oro o migliaia di euro per un affamato nel deserto?
Nulla, perché il valore di un oggetto è sempre dato dal rapporto fra tale oggetto e un soggetto.
Ciò premesso, se oggi nominiamo "spread" la differenza fra tassi su strumenti monetari - per esempio fra i tassi monetari e quelli sui titoli statali (o fra tassi su titoli statali
tedeschi e quelli su titoli statali italiani, o francesi, o greci, ecc.) - come nominiamo la differenza fra il valore del monetaggio, cioè dei costi di produzione degli strumenti monetari (carta,
conio, stampa, stampa di bot, bond, bund ecc.) ed il valore facciale di tali strumenti?
Se il concetto di differenza oggi lo chiamiamo nominalmente "spread", come facciamo poi ad accorgerci del nominalismo monetario e a distinguerlo dall'universalismo che lo "spread"
dovrebbe comportare affinché una moneta unica valga per tutti quelli che non sono affamati nel deserto?