Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
Sport e tendenze scimmiesche
“Tutto quello che l’umanità dovrà vivere nelle successive epoche terrestri nel mondo fisico, sarà una sorta di declino, una regressione, una involuzione” (R. Steiner, “L’aspetto interiore dell’enigma sociale”, conf. del 4/11/1919).
Mi sa che oggi questi declino, regressione e involuzione sono già più che evidenti ed avanzati, dato che per esempio (ma è
solo uno dei tanti esempi) consideriamo educativo, anziché diseducativo e tendente all’animalità, lo sport: “la nostra pretesa di fare dello sport, dove non solo si eseguono
movimenti privi di senso e puramente fisici, ma dove si sviluppa il senso della rivalità, dell’opposizione, corrisponde allo sforzo di abbassare l’uomo a possedere che una sensibilità
animale. Un’attività sportiva esagerata si può chiamare 'darwinismo pratico'. Credere che l’uomo discenda dagli animali significa fare del 'darwinismo teorico'. Fare dello sport è invece
'darwinismo pratico'. Significa fondare una morale che riconduce l’uomo al rango degli animali” (R. Steiner, “Antropologia”, conf. 13ª).
“Guardando in profondità tutti gli impulsi tesi al progresso della nostra civiltà e anche tutti quelli che la
impediscono, di quegli ostacoli fa parte quella che si potrebbe chiamare una 'tendenza scimmiesca' della nostra civiltà e che di solito è chiamata 'sport'. Lo sport è il risultato della
concezione 'materialistica' del mondo che - si potrebbe dire - è l’altro aspetto della concezione 'scientifica' dell’uomo. Da un lato si lavora per comprendere l’uomo solo come una 'scimmia più
perfetta' e dall’altro si tende a farne una 'scimmia carnivora', grazie alle esigenze che per molti aspetti si designano come 'sportive'. Le due cose vanno comunque parallele, anche se,
ovviamente, oggi si vede negli sport un grande progresso - e in alcuni casi persino il rivivere l’antica Grecia - pure le esigenze sportive nella loro essenza, altro non sono che una tendenza a
rendere il genere umano simile alla scimmia. A causa dello sport l’uomo diventa a poco a poco scimmiesco, e lo si distingue dalla vera scimmia perché questa è vegetariana, mentre l’uomo
scimmiesco diventa una 'scimmia carnivora'. Occorre, a volte, indicare in modo grottesco gli ostacoli che si oppongono al progresso della civiltà, altrimenti non si presentano in modo abbastanza
forte e tali da fare un pò di impressione sull’uomo di oggi. Corrisponde benissimo alle tendenze attuali: da un lato lavorare per pensare, in teoria, l’uomo come una scimmia più perfetta;
dall’altro farne risultare la natura scimmiesca.. Dell’'uomo ideale' che è alla base degli estremi movimenti dello sport, nessuno scienziato potrà, in effetti, dire altro se non che è il
risultato della natura scimmiesca. Occorre pensare giustamente su tutte queste cose, per arrivare ad una qualche comprensione della 'nobile forma dell’umanità' che era alla base del periodo aureo
dell’arte greca” (R. Steiner, “Storia dell’arte specchio di impulsi spirituali”, 4° vol.).
“È spaventoso per l’uomo ed è una situazione molto preoccupante. Più si pratica sport e più si dimentica la
parte spirituale e, dopo la morte, si ritorna in brevissimo tempo sulla terra. Così che, se tutto ciò che c’è nell’occidente non ricevesse un pò di spirito, la terra piano piano rimarrebbe
abitata da uomini che non vogliono più ritornare nel mondo spirituale. Col passare del tempo, resterebbero solo uomini che la distruggerebbero poco a poco: e in qualche misura, abbiamo già
iniziato a farlo" (R. Steiner, “Ritmi nel cosmo e nell’essere umano”, 1ª conf; siamo nel 1923!).
"È chiaro che l’io non è presente. Di qui la necessità di ammassarsi, sentirsi branco, gregge per non perdersi nel
nulla. L’unione fa la forza!” mai sentenza è stata così realisticamente evidente. Oggi non esistono più le dittature (?) politiche, ma esistono quelle ben più pericolose, poiché segrete, che
manipolano gli individui" (C. Gregorat, "Pensieri sullo sport).