Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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della triarticolazione sociale
Articolo di P. Barnard segnalato da Massimo Francese - Fonte tzetze.it
Ragazzi, io questa la odio, proprio dal momento delle sue lacrime.
anche se so che non bisogna odiare...
Nereo Villa
La melassa di Fornero, Mediobanca, ING, Generali, INVESCO. Oggi è veleno vero.
Un assassino economico come Elsa Fornero scala le poltrone dell’accademia sognando di
ricevere un giorno una chiamata per un incarico di prestigio in un grande istituto finanziario internazionale. Che so, ING? AXA? Zurich? Ovviamente parcella milionaria.
Un automa sociopatico come Elsa Fornero siede in un Ministero italiano per eseguire gli
ordini ricevuti, sognando di ricevere un giorno una chiamata per un incarico di prestigio in un grande istituto finanziario internazionale. Che so, ING? AXA? Zurich? Ovviamente parcella
milionaria.
Dovete solo indovinare il nome del grande istituto finanziario internazionale, il resto è una
certezza.
Questi traditori della nazione, questi golpisti indicibilmente protetti dalla legge europea, sono
marionette nelle mani del Vero Potere. La Fornero ha inferto sofferenze oscene agli ultimi anni di vita di italiani che si sono consumati al lavoro, parlo della riforma delle
pensioni. Lo ha fatto con lo stesso automatismo di una scheda prestampata. La stampante madre si chiama OCSE, Business Europe, Mediobanca, ING, INVESCO e altri di questa sorta.
Lei ha obbedito. Avrà la ricompensa. Le prove più sotto.
Voi soffrirete, ma quelli se ne fregano, voi siete la gente, cioè nulla (e in un certo senso hanno ragione:
voi morite senza ribellarvi, e questo non è dignitoso).
[...] Ma c’è anche un secondo motivo dietro alla riforma Fornero. Sospingere il nostro Paese sempre più nelle mani della previdenza privata, cioè dei fondi pensione privati.
Chi era per voi Elsa Fornero dodici anni fa?
Nel novembre del 2000 Mediobanca chiamava a porte chiuse un’elite di tecnocrati, politici e uomini della
finanza per discutere quello che oggi si chiama la riforma del sistema previdenziale italiano. Elsa Fornero era fra gli invitati. Sul tavolo dei lavori comparivano gli ordini dell’OCSE e dei
colossi investitori internazionali come ING, INVESCO, Generali. Per esempio vi sembrerà particolare il fatto che la frase “estensione del sistema contributivo con lo schema del pro-rata anche per
i soggetti con almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995”, oggi nel testo della riforma Fornero, sia stata da essa fotocopiata alla lettera dalle raccomandazioni dell’OCSE consegnatele brevi
manu al consesso di cui sopra nel 2000. Così come questa: “elevazione dell’età pensionabile ben oltre i sessant’anni”.
[...] Ma ciò che mi colpisce di più è la sadica lucidità con cui la lugubre economicida
Fornero annota, negli atti di cui sopra, le sofferenze che ci verranno inflitte. Scrive: “Più specificamente, per effetto del passaggio dal metodo retributivo al metodo contributivo, il valore
della previdenza sociale per le diverse classi di età è destinato a diminuire in misura sensibile nel corso dei prossimi decenni.” Sono parole per lei, solo parole. Per voi?
Sulla proposta poi divenuta realtà della scelta offerta ai lavoratori se restare interamente nelle pensioni
pubbliche o cedere una quota verso le integrative, la Fornero ammette che essa non solo non risanerà un bel nulla a breve, ma che ci richiederà anche lacrime e sangue, cosa che è puntualmente
accaduta poco dopo e sta accadendo oggi: “È vero infatti che nel periodo transitorio il bilancio della previdenza pubblica è destinato a peggiorare in conseguenza della perdita di gettito
contributivo e che al disavanzo addizionale occorrerà far fronte, possibilmente con un inasprimento della fiscalità generale, oltre che con gli interventi, già richiamati, sul pro rata e sulle
pensioni di anzianità.” Sono parole per lei, solo parole. Per voi? Ma c’è di peggio.
Le righe che avete appena letto sono poste, negli atti di quell’incontro riservato del 2000, nel contesto
di una discussione fra Fonero, Franco Modigliani, ING, INVESCO e Generali su come applicare anche all’Italia un sistema pensionistico interamente basato su investimenti in titoli o azioni, ovvero
a “capitalizzazione”. In altre parole: uccidere il sistema di pensioni pubbliche e miliardi su miliardi in pensioni ai fondi d’investimento internazionali. Più avanti nella discussione la Fornero
torna ad ammettere che “Fornero e Modigliani riconoscono che, nella sua prima fase, il processo implica un aumento, e non una riduzione, dell’onere complessivo della previdenza, e che questa fase
non può avere termine prima di alcuni decenni”. Decenni quindi di “un inasprimento della fiscalità generale, oltre che con gli interventi, già richiamati, sul pro rata e sulle pensioni di
anzianità”. Decenni. Capite? Per loro sono parole, per noi vite distrutte da un’economicidio di Austerità, e per decenni.
Gli atti dove questi tecnocrati discutono di noi nullità umane contengono anche altre amenità, come la
proposta di Modigliani in cui egli ipotizza che con un sistema pensionistico a capitalizzazione il ministero del Tesoro italiano faccia un bello swap con i fondi d’investimento sui tassi di
rendimento. Che significa? Sempre la stessa truffa Neoliberista dal titolo “Se vinco io privato ci guadagno, se perdo… ci perde lo Stato”, il che significa poi anche che qualsiasi guadagno
apparente dei pensionati legati al sistema Modigliani gli verrà poi rubato dalle Austerità che lo Stato impone alla gente quando ci perde e gli schizza in alto in debito pubblico. Oppure come la
discussione dove questi predatori esprimono preoccupazione per il crollo dei rendimenti delle pensioni pubbliche che loro stessi causeranno, e suggeriscono come soluzione NON che le pensioni non
crollino, ma che il poveraccio lavoratore ultra sessantenne rimanga inchiodato in fabbrica o in ufficio per altri 5-7 anni.
Ma ancor più gravi, sono i continui richiami di tutti i partecipanti, inclusa la lugubre signora, all’esaltazione dei fondi d’investimento privati per le pensioni (per il giubilo di ING, INVESCO, Generali lì presenti) verbalizzata in questi atti del 2000. Oggi tutti sappiamo quale cataclisma mondiale abbia causato la crisi finanziaria, alimentata non poco proprio dagli investimenti scellerati e criminosi dei fondi pensione privati. Secondo le stime del Wall Street Journal, già nel 2008 la crisi aveva spazzato via qualcosa come 2 mila miliardi di dollari dalle pensioni investite di milioni di pensionati. Questo solo dopo un anno e mezzo di crisi.
Elsa Fornero ha ancora pochi mesi di economicidio telecomandato. Poi forse otterrà ciò per
cui ha sgobbato una vita sui testi e per cui ha oggi inflitto strazio a milioni di italiani e per generazioni: una chiamata per un incarico di prestigio in un grande istituto finanziario
internazionale. Che so, ING? AXA? Zurich? Ovviamente parcella milionaria.
Se Elsa Fornero non merita la galera, allora chiedo pubblicamente un atto di giustizia: si liberi Bernardo Provenzano.